La distanza commisurabile
Non si tratta di temerarieta`. Mi piace avvicinarmi a una stranezza, entrarci e ridurre la distanza ai minimi termini fin quasi a non vederla piu` perche` sono vicinissima o perche` mi sono stranita anch'io. La fonte della stranezza puo` essere varia. Mi piace il movimento di avvicinamento, non necessariamente quello a cui mi avvicino: sono una conquistadora spaventata e colma di ritrosia.
Ho incontrato alcuni ricercatori locali bravi, preparati, spiritosi colti etc etc., con i quali mi sentivo assolutamente fra uguali. Uno e` cinese, quell'altra malese, un paio indiani e c'e` pure una hawaiiana. Come sei francese, mi hanno detto. Non sono per niente strani, ne` io per loro.
Mi chiedevo invece, se girassi un film sulle tradizioni matrimoniali in quattro famiglie del Pra' della Valle (quartiere padovano), forse mi troverei alle mille miglia.
Una societa` e` una specie di insieme di stranezze simili che non paiono strane a nessuno. Sono davvero piu` vicina a Loh Kok Wah che ai signori Grigolin (quelli di pra' della Valle)?Torno al fatto che il mio metro alla fine sono sempre io e sono un metro abbastanza ignaro di quanto e` lungo.
Non mi vedo.
Mi fotografo e poi mi riguardo nel display.
Ora come ora, mi sembra che l'Europa non esista. Sto qui a cercare di capire a che distanza sto dalle famiglie con cui lavoro, dai ricercatori bravi colti etc., dagli operai/imprenditori per studiare i quali la EU speranzosamente mi dara` denaro (ah, esiste dunque). Ci capisco poco, ma arrivo a sera abbastanza sfibrata.
Inoltre mi canticchio compulsivamente Les feuilles mortes perche` e` la stagione in cui cadono le foglie: notoriamente, la stagione piu` calda e gaia, quella in cui si celebrano tutte le feste.








