giovedì, 22 novembre 2007
rubinetto

C’ero io, e c’era quel tipo magro con il giubbotto di copertoni e l’ipod nelle orecchie. Io sapevo che cosa ci stavo a fare, lui no e non mi aveva l’aria autorizzata. Quelli così alla fine sono grane perché mi viene da aiutarli e alla fine nei guai ci finisco io.

Al sole faceva anche caldino e il sole cadeva solo sul moletto dove stava lui, e dove perciò mi sono accoccolato anch’io. Non si direbbe, ma sono agile e pieghevole.

Il ragazzo guardava l’acqua e io, ovviamente, guardavo lui che non era per niente un ragazzo. A occhio datava della fine degli anni Sessanta: a quel punto, il ragazzo ero io. Mi tenevo con la faccia in ombra per non spaventarlo.

Io quelli con gli ipod non li capisco. Non c’è già abbastanza casino così? Non hanno paura di non sentire il fuori?

Ho sospirato.

 

Sospiro, e il tipo sobbalza. Quindi ci sente, mi dico, e automaticamente mi metto all’erta. Sente oltre l’ipod, o ce l’ha spento. Uno così mi mette paura, perché sono un tipo semplice.

Insomma io sono autorizzato a stare nella zona qui, anzi ci sono per le prossime tre ore perché mi hanno depositato qui in anticipo per i noti motivi di sicurezza, e mi secca sentirmi anche solo leggermente minacciato da uno con l’ipod spento.

Adesso chiude gli occhi e si stende a pancia in su sulle assi appoggiando la testa sulle braccia incrociate. Il giubbotto gli si apre sul davanti e il sole scintilla sul gecchetto delle cuffie non inserito in nessun’entrata. Non c’è ipod, solo il vuoto fra il jack solitario e la cintura dei blue jeans.

 

Dormiva mentre il sole girava dietro l’isolotto. Gli verrà freddo, ho pensato. Sapevo che non mancava molto all’arrivo del mio motoscafo e sapevo che una volta arrivati quei due, io, che sono uno semplice, avrei dimenticato il ragazzo-non-ragazzo al quale in seguito quei due avrebbero fatto un culo così.

Mi sono avvicinato per dirgli di allontanarsi dall’isola così come ci era arrivato. Non vorrei dare l’impressione di un bruto, sono anzi un professionista rinomato e per sicurezza vesto sempre in abito completo, così non commetto bizzarrie. Ha aperto gli occhi un attimo prima di girarsi su un fianco, raggomitolandosi per il freddo. Ho pensato che avesse visto la guancia bruciata invece no; io ho visto invece che dai suoi occhi esce luce. Il jack! Sono sicuro che di solito se lo infila nell’ombelico.

 

Sento il ronzio del motoscafo e echi di voci. Quello lì è uno fragile. Se avessi un ipod, glielo attaccherei al jack pendulo e metterei il volume al massimo così saprebbe che c’è da stare attenti e che c’è qualcuno che veglia su di lui, ma non ho un ipod. Allora gli metto una mano su una coscia, l’altra dietro le spalle e lo butto in acqua, poi mi riinfilo in guanti, vado sull’estremità del moletto e facco cenno ai due che sì, ci sono.

 

 

 

postato da: Airid alle ore novembre 22, 2007 17:27 | Permalink | commenti (38)
categoria:luther ritrovato