La terza città - VII bis
“Ti dico che c’era un cratere e le rotaie del 12 tutte ingrovigliate!”.
“Cos’è cratere? Inghiiovili…?”
Mehmet e Lara sono da “Anna e Luciano” intenti a consumare il predessert. Lui è firmato dalla testa ai piedi, nota Lara. Con un movimento analogo intingono il cucchiaino nella crema di cioccolato bianco guarnita di more biologiche, così ha detto il cameriere a lei che protestava di non aver ordinato quel dolce, a lei che fra il secondo e il dolce di solito, se c’è un solito, quando c’era un solito, era in silenzio e in pausa.
Poi lui vuole fumare, escono e sudano. Ha pagato con una carta di credito dorata che Lara non ha fatto in tempo a occhieggiare abbastanza per verificare il nome.
“Non ho mai lavorato in un negozio di telefoni” dice lui aspirando da una canna sottilissima “io sono un commerciante, lo sai”, e le poggia una mano sulla spalla.
Lara non si ritira. Mehmet ricco non è uguale a Mehmet disgrassià, pensa, e allora sguscia via dal braccio turco.
“Un cratere enorme, la gente schizzata via, ti dico, io ero con uno!” sta ripetendo lei. Mehmet si acciglia.
“Chi?”
Entrano in un piccolo locale con un cortiletto dove avventori firmati e sudati fumano il narghilè.
“Tu conosci i tarocchi cabili?” le chiede.
“Ma va’, tu e i tarocchi”.
“Tu invece hai le visioni di negozi di telefonia e crateri”.
Questa cosa delle visioni per Lara non quadra. Avrà anche scambiato lo scoppio di una tubatura per un attentato terroristico, sarà anche poco fisionomista e il tipo con cui parlava e che lavorava ai telefoni non era Mehmet, ma c’è un limite o sarebbe pazza, delirante, patologica insomma. Sarebbe pericoloso, o pericolosa.
La libanese dice di aver studiato le carte cabile a Tizi Ouzou da sua nonna. Mehmet sta parlando con un tizio e ha lasciato Lara lì, ad annoiarsi e sentirsi dire le solite cose.
“Ah!” esclama la maga. “La dominante, vedi?”
Lara vede l’Incravattato con la camicia sporca di sangue.
categoria:materiale, buchi, terza cittĂ







