Riassunto delle puntate precedenti (Shakti I-III)
L’antropologa, conosciuto un sacerdote-sciamano proprietario di un’automobile di fabbricazione locale, parte in viaggio con lui. Per filmare le sue performance, porta con sé una telecamera formato betacam che sottrae al produttore del documentario per girare il quale si trovava in Malesia. Fra l’antropologa e il sacerdote si sviluppa un’attrazione.
Improduttivo
Passa le giornate nel giardino dell’hotel Shangri-La, all’ombra, a bere birra e guardare le ragazze bionde dei viaggi organizzati cospargersi di creme solari. Ha gli occhi sporgenti; ha la pancia; non parla una parola di inglese. E’ francese.
Le bionde lo guardano con sospetto.
Si è fatto un amico, un libanese maronita francofono a con cui può parlare delle sue prodezze di cinematografaro, nella fattispecie di produttore-cameraman del documentario ideato dall’antropologa. Peccato che la stronza e la beta siano scomparse da tre giorni. Centomila franchi di attrezzatura scomparsi in questo caldo porco.
Le ha detto che non ha mai odiato qualcuno in modo così totale e completo.
Al maronita racconta dell’idea brillante di produrre non un banale documentario bensì un vero film etnografico, dove lui stesso oltre a produrre fungeva da cameraman. Un mestiere duro, secondo il produttore. Cambiare cassetta con questi che ti strisciano fra i piedi in guisa di serpenti; correre in moto per precedere la processione; non dormire mai, mai, continuare portato dall’energia del lavoro.
La stronza gli aveva urlato che o cominciava a inquadrare dove diceva lei e la piantava di voler usare il cavalletto nella massa di gente invasata o lei prendeva la telecamera e filmava da sola; il che poco dopo aveva fatto.
Ma lui aveva già i crampi. Non ce la feceva più.
L’antropologa gli aveva lasciato la moto per tornare dal tempio alla città ma lui l’aveva abbandonata sul ciglio della strada perché non sapeva portare una moto e ovviamente non aveva voluto dirglielo per non darle la soddisfazione. Così l’ultima volta che l’aveva vista erano le quattro del mattino: chiedeva in giro se qualcuno aveva visto la moto, o lui, che se ne stava invece rintanato in un baretto già aperto.
Vacillava. Alla fine si era stancata anche lei, la stronza.
Il maronita è medico. Lo sente tossire e lo guarda con preoccupazione: devi curarti, gli dice, e non fumare così tanto. Gli propone di salire in camera e visitarlo, ma il produttore non ha una camera allo Shangri-La, ce l’ha nella bettola dove l’ha portato la stronza – e per forza che faceva i microbudget, con quella topaia. Avevano di fatto due camere separate.
- Russi?
- Mah, no, a volte.
- Allora è inutile prendere due stanze.
Non aveva avuto altri pensieri, la zoccola: poteva anche dividere un letto, se lui non russava, senonché lui si era addormentato in aereo e aveva russato così forte che la hostess l’aveva svegliato perché gli altri passeggeri si lamentavano. Poi, la prima notte passata nella sua stanza da solo nella topaia e in quel caldo equatoriale si era schiaffato nudo sotto il ventilatore e gli era venuta la bronchite.
Convince il maronita a visitarlo lì per lì, sul lettino da spiaggia dell’hotel Shangri-La.
Brutta bronchite; un fischio ancora peggiore all’altezza del polmone, come un inizio di enfisema.
Si sente repentinamente felice. Ecco cos’era! Non ce l’ha fatta a filmare perché era già malato. Sente improvvisa fiducia nel suo nuovo amico, al punto che, con qualche correzione, gli racconta della scomparsa della sua socia con la telecamera; e quello, sogghignando e schermandosi gli occhi verdi, insinua che questi hindu sono tutti dei gran mandrilli.
L’accesso di tosse gli fa strabuzzare gli occhi. Con quello? La zoccola se ne sarebbe andata con quella specie di invasato alto un metro e un cazzo per… Il produttore è puro odio vibrante.
Poi increspa gli occhi da rana, alzandosi dal lettino e tracannando birra Carslberg gelata. Sorride. Gliel’ha spegato lei, no? In Malesia c’è il reato di Zina, fornicazione. Si può andare in galera. Basta una parola del produttore e il sant’uomo ha finito di campare – e chi lo vuole un sacerdote fedifrago e bugiardo – e lei di ricercare – tutti la conoscerebbero per la zoccola che è.
Brindiamo! dice rivolto all’amico, uscendo dal cono d’ombra dell’ombrellone di paglia.
Si risveglia in clinica con una flebo nel braccio. Accanto a sé ha il maronita che gli parla gentilmente.
- Ovviamente sei assicurato? – sta dicendo, mentre compila una cartella clinica.
Il produttore finge di tornare incosciente. Non è assicurato, no: la stronza gliel’aveva consigliato ma lui aveva pensato che stesse esagerando