domenica, 26 febbraio 2006
La distanza commisurabile
 
Non si tratta di temerarieta`. Mi piace avvicinarmi a una stranezza, entrarci e ridurre la distanza ai minimi termini fin quasi a non vederla piu` perche` sono vicinissima o perche` mi sono stranita anch'io. La fonte della stranezza puo` essere varia. Mi piace il movimento di avvicinamento, non necessariamente quello a cui mi avvicino: sono una conquistadora spaventata e colma di ritrosia.
Ho incontrato alcuni ricercatori locali bravi, preparati, spiritosi colti etc etc., con i quali mi sentivo assolutamente fra uguali. Uno e` cinese, quell'altra malese, un paio indiani e c'e` pure una hawaiiana. Come sei francese, mi hanno detto. Non sono per niente strani, ne` io per loro.  
Mi chiedevo invece, se girassi un film sulle tradizioni matrimoniali in quattro famiglie del Pra' della Valle (quartiere padovano), forse mi troverei alle mille miglia.
Una societa` e` una specie di insieme di stranezze simili che non paiono strane a nessuno. Sono davvero piu` vicina a Loh Kok Wah che ai signori Grigolin (quelli di pra' della Valle)?Torno al fatto che il mio metro alla fine sono sempre io e sono un metro abbastanza ignaro di quanto e` lungo.
Non mi vedo.
Mi fotografo e poi mi riguardo nel display.
Ora come ora, mi sembra che l'Europa non esista. Sto qui a cercare di capire a che distanza sto dalle famiglie con cui lavoro, dai ricercatori bravi colti etc., dagli operai/imprenditori per studiare i quali la EU speranzosamente mi dara` denaro (ah, esiste dunque). Ci capisco poco, ma arrivo a sera abbastanza sfibrata.
Inoltre mi canticchio compulsivamente Les feuilles mortes perche` e` la stagione in cui cadono le foglie: notoriamente, la stagione piu` calda e gaia, quella in cui si celebrano tutte le feste.
postato da: Airid alle ore febbraio 26, 2006 14:55 | Permalink | commenti (14)
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mercoledì, 22 febbraio 2006
Di che cosa si riempiono i buchi (inserto sordido e poco edificante benche` molto edificato)
 
Ero sulla metropolitana monorotaia aerea (linea Putra) e ogni tanto tra i grattacieli si aprivano buchi con le prospettive sordide; a parte questa sensazione li trovavo belli.
 Conosco Kuala Lumpur da quindici anni.  Anche le sue strade all'inizio erano dei posti collegati da tragitti a piedi, collegati intendo dire da tragitti lineari, comprensibili, con case e palazzi la cui aria interna e`incondizionatamente uguale a quella che sta per strada, con rumori prodotti dalle cose che producono rumore (macchine, biciclette, voci, mestieri nel senso di lavori e nel senso di attrezzi) e non da riproduttori elettronici.
Adesso e` una specie di teatro dove tutto e` enorme, con autostrade sopraelevate e svincoli che per andare di qua devi andare di la` e tornare indietro, sensiunici e loop. Folate di aria gelida e musichette escono dalle hall dei grattacieli e a piedi non vai da nessuna parte. Solo guardando una cartina riesco a far corrispondere i miei ricordi con quello che vedo, che poi sarebbe orientarsi.
 Mi perdo volentieri come in n cartone animato, ma poi i buchi sono rassicuranti, benche` sordidi. Non ci metterei piede (ce lo metto, da sotto, ma non me ne accorgo) e non ci vivrei, ma mi piacciono e mi servono a orientarmi.
Il guaio e` che mi sembrano i miei buchi.
Quelli dentro ai quali cado, che si riempiono di brutti sentimenti come la nostalgia e la rimostranza, o ovviamente la gelosia; l'equivalente dei toponi-cavallo, delle zanzare-aedes e dello streptococco che infestano, impestano o investono dietro alle gigantesche costruzioni in stile metropolis.
Poi oggi il presidente della confindustria (il mef) mi ha detto che l'unico modo per progredire e` abbassare gli stipendi e aumentare le ore di lavoro, la flessibilita` e la docilita` dei lavoratori, e ancorare la retribuzione alla produttivita`.
Uscendo orripilata (dal freddo condizionato) ho capito che sono io che vorrei riempire i miei buchi di oppio.   Non credo che sarei stata una buona militante.
 
postato da: Airid alle ore febbraio 22, 2006 12:20 | Permalink | commenti (17)
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sabato, 18 febbraio 2006
L'invasione degli altri corpi
 
Quando vedo un bianco, lo riconosco da lontano: grosso, alto, con un'andatura da americano anche quando, e come farei a saperlo, non lo e`. Senz'altro faccio anch'io lo stesso effetto, ma non mi vedo perche` ci sono meno vetrine e quando cammino per la strada e` meglio che guardi dove metto i piedi.
(Stamattina avevo appuntamento al bar con un tipo: mi ha  vista di lontano e ha cominciato a sbracciarsi, e io quasi seccata pensavo che mi stava facendo delle feste un po' esagerate per essere un sindacalista che avevo incontrato solo un'altra mezza volta finche`sono caduta dentro al buco nel marciapiedi).
 
Quando i sensi si riempiono di corpi di altro tipo, si anela alla trasformazione. Mi sento gli occhi piccoli e sciapi, il nasone e i capelli brutti.
 
Eppure, questi al cinema e in TV vanno in overdose di Bianchi e Bianche. Nei giornali si parla di Angelina Jolie e di quello di over the top che si e` rifidanzato, come si chiama. Sembra che le fantasie possano essere fatte di altri.
 
Le mie oggi sono fatte di spaghetti al pomodoro fresco, ma mi e` toccato accontentarmi dei gamberi arrosto.
 
Questo intendevo dire con "giocare a mamma casetta": diventare come uno che vive qui e fare le stesse cose che faccio li`, ma essendo un'altra persona.
postato da: Airid alle ore febbraio 18, 2006 14:34 | Permalink | commenti (20)
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martedì, 14 febbraio 2006
 

Scoppio dei propoli (II)


Uno pensa con le idee che si trova a portata di mano. Forse un paio di volte nella vita se ne fabbrica una di nuova, e magari non se ne accorge neppure. Alcuni sono bravi a porgerti idee con le quali pensare, e che ti ritrovi li` belle pronte proprio quando ti servono. Questo a grandi linee, tagliandola un po' con il menarotto.

Qui nessuno vuole essere ateo. Nessuno vuole rivoltarsi contro le tradizioni, neppure di un millimetro, intendo, a meno di non esserci assolutamente costretto. Lo fa comunque, ma non lo vuole.

Lo Stato e` un'entita` vaga che costruisce autostrade e ponti e, se ti va dritta, ti paga una borsa di studio per andare a studiare in Primo Mondo.

Cosi` c'e` tutto uno scambio-ricambio di divinita`, con Allah e Gesucristo da un lato, Gesucristo quello cattolico in mezzo non discosto da Budda, i santi e la Madonna ormai in compagnia di Guan Yin, Mariyamman e divinita` induiste e cinesi di vario genere.

Tuttavia la schiavitu' e` considerata normale. Ci sono 300.000 cameriere indonesiane e il governo indonesiano ha chiesto che godessero dei diritti dei lavoratori delle altre categorie: venire retribuite per le ore lavorate in piu` e ricevere il compenso su un libretto bancario, aver diritto all'assenza per malattia, avere i loro 14 giorni di ferie all'anno e uno stipendio minimo di 500 RM (120 E).

La gente si e` scandalizzata: come, ormai la nostra Wani o Ayu e` parte della famiglia, la portiamo con noi in ferie, le depositiamo i soldi sul nostro conto, che bisogno c'e` di pagarla cosi` tanto e di calcolare gli straordinari. Ogni due anni va a casa per due settimane. E poi se ci costa troppo non conviene piu`, tanto vale prendere le cinesi che sono contente anche con 100 RM.

Pero` che spasso San Valentino! Cuoricini a cascata e finesettimana in offerta in una fantastica isola tropicale (quella dove sto io).

Tutto questo intendevo dire con la storia dell'oppio. La mia padrona di casa cinese si e` fatta i soldi con Herbalife. Mi ha regalato una cosa che si chiama “popped propolis” per farmi rimettere  in forse.






postato da: Airid alle ore febbraio 14, 2006 13:27 | Permalink | commenti (16)
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sabato, 11 febbraio 2006
 

Oppio dei popoli (I)

 Il dottor Ng dice che ho la laringotracheite perche` ho preso caldo. Mentre languo e il Tai Pusam impazza, penso che effettivamente la religione (non le pratiche devozionali, votive o mistiche) sia

1 una forma politica che permette

2 di pensarsi tutti come aventi diritto a qualche cosa anche quando

3 non e` vero.

E` oppio e come si sa le dipendenze da oppiacei sono le piu` rognose. Poi alcuni nascono in un campo di papaveri, altri ci si arricchiscono e altri invece sono allergici alla papaverina.

 Io per il momento mi limito all'amoxicillina e all'acido clavonico del dottor Ng. Ma non finisce qui, credo. Non sto dicendo che ci siano dei cattivi che hanno creato l'oppio per rincitrullire i poveracci (stile ecstasi), ne`  che la Glaxo a cui devo la trachea stia tramando ai miei danni.

postato da: Airid alle ore febbraio 11, 2006 09:23 | Permalink | commenti (26)
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lunedì, 06 febbraio 2006
Saga
 
Ho una Proton Saga molto usata col cambio automatico e una radio che si sintonizza solo sugli 88.90 FM. Scorazzo per l'isola percorrendo piu' volte gli svincoli nei quali entro come in un flipper (di qua di la`, no, svolta vietata, moto da tutte le parti) ma per fortuna c'e' il mare e se quando esco me lo trovo dalla parte sbagliata vuol dire che ho sbagliato strada.
 
Quelli della squadra antivizio hanno arrestato undici ultrasessantenni che giocavano a mahjong  in un bar di quartiere,  li hanno trattenuti una notte in guardina e applicando la legge sui detenuti, li hanno spogliati e rapati a zero. Un avvocato rampante li ha consigliati di sporgere denuncia e la notizia e` finita sui giornali. Scrivono i lettori: va bene umiliare chi ha sbagliato, ma quelli li` erano ancora in attesa di giudizio.
I lettori sono malesi. I giocatori, cinesi. L'avvocato, indiano. E` una societa` multietnica.
 
Adesso prendo la mia Saga e spero di arrivare dove devo arrivare.
Ho un po' l'impressione di giocare a mammacasetta. Il peggio e` che mi diverto e che si vede. 
 
In realta' quello che volevo scrivere oggi riguarda il dio Ayappan che mi e` piuttosto antipatico, e` figlio di una coppia gay, rappresenta una tendenza moderna della devozione etc etc. Lo si riconosce perche` sta seduto scomposto. Non gli piacciono le donne in eta` fertile e preferisce abitare in collina.
Per ultimo, e` importante sottolineare che per il grande festival del Tai Pusam hanno vietato traffiggersi le guance con il palo della bicicletta o con spilloni piu` lunghi di 1,40 m.
Ah, non esiste uno stipendio minimo. Non esiste la pensione pero` a 55 anni si deve smettere di lavorare. Nessuno rilascia la ricevuta. Nel mio condominio ci sono numerose famiglie di grassi e io mi sento poco seria.
postato da: Airid alle ore febbraio 06, 2006 07:08 | Permalink | commenti (32)
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giovedì, 02 febbraio 2006

Ermeneutica della farfalla

Il mio primo moto di ricerca e` una fuga dalla situazione di ferragosto in cui sono finita e un conseguente senso di colpa perche` e` una vita che fuggo e questo si presenta come comprensibile, ma sbagliato. 

Piuttosto che stare qui, ne approfitto per andare a Jakarta.

In volo sullo stretto di Malacca ho fame (un low cost e' un low cost) e ho un momento di lucidita' sul mio moto dispersivo. Pilucco. Ci sono i ricercatori guerriero e quelli farfalla (pharphalla baloena airidata) (ma non quelli mac e quelli pc).

(Sto seguendo due piste. Quella vecchia: le menate sulla trasformazione della devozione induista. Quella nuova: l'apparire di una cultura industriale dove la, ehm, religione non e' ,o invece e`, e il lavoro non vale piu' una cicca, o forse cippa eppure e' l'unica cosa che c'e'.)

A Jakarta sono andata in overdose di pescetti fritti e di informazioni. I marxisti troschisti leninisti anticapitalisti, comunisti insomma, con i quali sono andata in giro parlano di coscienza di classe (kesadaran kelas). Jumisih del Fronte Nazionale per la lotta operaia, che ha organizzato la ribellione delle operaie della sua fabbrica di vestiti (proprieta' coreana) in fallimento, ottenendo l'appropriazione legale e quindi la vendita del macchinario e la conseguente distribuzione del ricavato fra le operaie in quanto liquidazione, Jumisih, dicevo, si fa fotografare in jilbab.

All'ICE sono ottimisti.

Anche da Carrefour.

Quando mi interesso di devoti, divinazione, possessione e pseudoguarigione, il terreno comune fra me e i devoti e' solo il corpo. Invece con i comunisti musulmani il terreno e' piu' esterno: stipendi, affitti, idee. Se li metto uno sopra l'altro, i devoti in fabbrica, mi viene voglia di accendermi una sigaretta (anima mia torna a casa tua etc.)

Cosi' in volo di ritorno sullo stretto di Malacca questa mattina ho dormito.

postato da: Airid alle ore febbraio 02, 2006 03:32 | Permalink | commenti (16)
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